TECNOLOGIA E SERVIZI: DAVVERO VIVIAMO MEGLIO?


LA TECNOLOGIA PROMETTE DI SEMPLIFICARE LA VITA, MA IN MOLTI CASI RISULTA UNA SOURCE DI FRUSTRAZIONE. L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E L’AUTOMAZIONE HANNO RIMOSSO IL CONTATTO UMANO, CREANDO OSTACOLI E ALLUNGANDO I TEMPI DI RISOLUZIONE DEI PROBLEMI.

Viviamo nell’epoca del self-service digitale, dove tutto è a portata di mano grazie alla tecnologia. Banche, utenze telefoniche, pubblica amministrazione e servizi di ogni genere ci offrono piattaforme online e assistenza virtuale per semplificare la nostra vita. Ma è davvero così? La realtà, spesso, è ben diversa.
L’intelligenza artificiale e l’automazione hanno preso il posto delle interazioni umane nei servizi di massa. I chatbot e i centralini automatici dovrebbero snellire le pratiche, ma spesso creano frustrazione e ostacoli. Le grandi aziende hanno ridotto i costi di gestione eliminando il personale umano, aumentando i profitti, ma lasciando i clienti in balia di sistemi inefficienti.
La promessa della tecnologia è quella di velocizzare e semplificare, ma nella realtà spesso complica e rallenta. Chiunque abbia avuto a che fare con un’assistenza clienti sa quanto sia difficile parlare con un operatore umano e quanto tempo si perda tra risponditori automatici, email senza risposta e procedure burocratiche incomprensibili.

Un caso emblematico è quello delle utenze telefoniche, dove il cliente non è più un soggetto da tutelare, ma un numero in un database, gestito da un algoritmo che prende decisioni basate su dati anziché sulle reali esigenze delle persone.
Un esempio concreto? Dopo 14 mesi di attesa per l’attivazione di un contratto telefonico, il cliente è ancora senza servizio, nonostante abbia pagato regolarmente le bollette. Il venditore è sparito, il sistema di assistenza è un muro invalicabile e, dopo ore al telefono, l’unico tecnico disponibile non può completare l’installazione per mancanza di codici. Chi dovrebbe fornirli? Il venditore fantasma. Chi può risolvere il problema? Nessuno.
Il problema non è la tecnologia in sé, ma come viene utilizzata. Invece di essere un mezzo per migliorare il servizio, è diventata un modo per le aziende di ridurre i costi, eliminando il contatto umano e scaricando la responsabilità sul cliente. Il risultato?

Un servizio scadente, con tempi di attesa interminabili e nessuna garanzia di risoluzione dei problemi.
Molti servizi digitalizzati non sono progettati per aiutare il cittadino, ma per ottimizzare i guadagni aziendali. L’utente viene lasciato solo davanti a un’interfaccia fredda e impersonale, senza interlocutori reali a cui affidarsi.
Perché la tecnologia sia davvero un progresso, deve essere uno strumento al servizio delle persone, non un ostacolo. Le aziende devono investire in un’assistenza clienti più umana, garantendo la possibilità di parlare con operatori reali in caso di problemi complessi. L’innovazione non deve significare disumanizzazione.
Fino a quando le aziende continueranno a vedere la tecnologia solo come un mezzo per ridurre i costi a discapito della qualità, continueremo a vivere in un mondo dove risolvere un problema diventa un’odissea. Il progresso vero è quello che semplifica, non quello che complica.

LE IMPRESE CHE RINNOVANO IL PARCO DELLE MACCHINE AGRICOLE POSSONO OTTENERE UN BONUS FINO A 130.000 EURO PER L´ACQUISTO DI UN TRATTORE.


INNOVAZIONE E TECNOLOGIA CON I CONTRIBUTI DEL PIANO DI TRANSIZIONE.

Per chi ha un’azienda agricola sono disponibili aiuti per la meccanizzazione e innovazione tecnologica con bonus agricoltura fino a 130.000 euro per l’acquisto di trattori e macchine agricole. Oltre ai contributi previsti dalla PAC 2023-2027 per le varie coltivazioni, arrivano aiuti anche per l’innovazione tecnologica. Ci sono diverse tipologie di aiuti a cui accedere per comprare un trattore o altri strumenti per la meccanizzazione dell’agricoltura e risparmiare.La prima tipologia di aiuto a cui è possibile accedere per l’acquisto di un trattore è il Fondo per l’innovazione in agricoltura erogato dall´Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare che mette a disposizione 100 milioni di euro nel solo 2024 destinati all’acquisto di trattori. Si tratta di un contributo a fondo perduto compreso tra il 40% e l’80% per l’acquisto di macchinari ed attrezzature. L’incentivo è finalizzato all’incremento della produttività nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Il contributo è rivolto alle PMI agricole che fanno innovazione, deve quindi trattarsi di macchinari e attrezzature di ultima generazione con soluzioni robotiche, sensoristiche in grado di migliorare la produttività, ad esempio con una corretta gestione dell’acqua e la riduzione dell’impiego di sostanze chimiche.

Per il 2024 sono ancora disponibili risorse del Piano di Transizione 4.0. A questo si affianca il nuovissimo Piano Transizione 5.0 che per il biennio 2024-2025 prevede un credito d’imposta fino al 45% per coloro che investono in macchine interconnesse e dall’impatto positivo sui consumi energetici aziendali. In questo caso si parla anche di bonus per l’efficientamento energetico. Importanti aiuti economici arrivano anche dal bando Isi Inail che mette a disposizione per il 2024 un fondo di 90 milioni di euro per l’acquisto di trattori e attrezzature. Le stesse devono però consentire maggiore sicurezza sul luogo di lavoro, tutela della salute e riduzione delle emissioni inquinanti. In questo caso per il singolo acquisto sono disponibili fino a 130.000 euro, su una spesa massima di 200.000 euro. Si tratta quindi di un aiuto notevole.Le somme riconosciute sono accreditate direttamente in conto corrente e non devono essere restituite. Le domande sono analizzate e i contributi concessi a esaurimento fondo in base all’ordine cronologico di presentazione della domanda. Pertanto, i veicoli agricoli e forestali, rimangono ammissibili al credito d’imposta del piano Transizione 5.0. L’acquisto di tali beni è consentito, però, solo se è funzionale al passaggio da un veicolo con motore Stage I o precedente ad uno con motore Stage V secondo i parametri definiti dai rispettivi regolamenti che non sono altro che delle prove delle prestazioni dei macchinari.

A precisarlo è il ministero delle imprese e del made in Italy . La circolare del 16 agosto 2024, in base al decreto Mimit “Transizione 5.0” del 24/7/2024 ,ricorda che non sono ammissibili al beneficio i progetti di innovazione con investimenti destinati ad attività direttamente connesse all’uso dei combustibili fossili, con alcune eccezioni: ⁠la prima riguardante attività e attivi per i quali l’uso a valle di combustibili fossili è temporaneo e tecnicamente inevitabile, per via della loro tempestiva transizione verso un funzionamento senza combustibili fossili , la seconda appunto riguarda i veicoli agricoli e forestali. In proposito, va ricordato che saranno agevolabili i progetti di innovazione avviati dal primo gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025. Essi dovranno avere ad oggetto i beni materiali e immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa. I progetti di innovazione saranno ammissibili a condizione che dagli investimenti consegua complessivamente una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale, ovvero una riduzione dei consumi energetici del processo interessato dall’investimento non inferiore al 5%. Nella lista dei beni materiali sono inclusi i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti. Inoltre, sono inclusi i sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità ed anche i dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0».

L’IMPORTANZA DELLA TECNOLOGIA E DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL SETTORE DELLA MODA

Da anni ormai la tecnologia sta acquisendo sempre più importanza nel mondo ,diventando parte integrante delle vite di ognuno di noi. Spesso non ci rendiamo conto di quanto le nostre azioni quotidiane siano legate ad “oggetti” che semplificano il nostro stile di vita: telefoni, computer, tablet e orologi nel XXI sec. fanno ormai parte di noi. Basta dire “Hey Siri” oppure “Ok Google” per far attivare l’intelligenza artificiale e metterla a nostra disposizione completa. Un tempo la tecnologia apparteneva solo a quella parte di popolazione che per lavorare necessitava di computer; oggi la tecnologia è di tutti, dalle fasce più piccole a quelle più sviluppate.
Soffermandoci sul tema della moda, l’AI ha certamente cambiato il lavoro dei fashion designer rispetto a tanto tempo fa. Se un tempo la parte di creazione poteva essere definita come una sorta di lungo dialogo personale del fashion designer sulla base delle proprie conoscenze e della propria creatività, oggi con l’AI in breve tempo è possibile ottenere un prodotto a cui l’essere umano non sarebbe mai arrivato o a cui sarebbe arrivato non velocemente.

Fotografia creata con l’intelligenza artificiale da Federico Donelli partendo da un bozzetto di Ji Su Park, studentessa 25enne di ACM – Accademia Costume & Moda.

Ciò che necessita l’Intelligenza Artificiale è l’ispirazione generale o un semplice “schizzo” da cui partire per poi proseguire il lavoro . Ma bisogna essere coscienti del fatto che “L’’intelligenza artificiale può amplificare e facilitare il lavoro di un designer, non sostituirlo” hanno dichiarato Paula Sello e Alissa Aulbekova, fashion designer fondatrici del science-tech brand Auroboros. Il punto di vista delle due è quello di considerare l’IA “una spalla” o “aiutante” nella comprensione e nello sviluppo delle creazioni personali, stimolando input su cui lavorare in autonomia in seguito. Ed è il motivo per il quale Paula Sello e Alissa AUlbekova hanno deciso di introdurre questo strumento all’interno del centro di formazione dell’Auroboros Academy, centro basato sul Web3 e sui programmi di moda digitale. In quest’ottica la tecnologia, intesa come supporto e non come sostituzione, può giovare di ottimi risultati per il designer e per l’azienda.

Fotografia creata con l’intelligenza artificiale da Federico Donelli partendo da un bozzetto di Ji Su Park, studentessa 25enne di ACM – Accademia Costume & Moda.

L’art director Federico Donelli, con la sua agenzia ‘Ontologie’ si sofferma su come l’utilizzo delle tecnologie possa essere d’aiuto per la creazione di contenuti di alto livello per la moda e per il lifesyle. Il direttore creativo Donelli ha lavorato con le bozze dei giovani studenti dello IED- Istituto Europeo di Design , dell’Istituto Marangoni e dell’ACM- Accademia Costume & Moda e, scrivendo nel ‘prompt’ il desing, il mood, la modella e la luce che avrebbe voluto ottenere ha realizzato fotografie di moda e modelli di lavoro credibili e autentici. Neanche un occhio esperto si accorgerebbe che le fotografie non sono state scattate ad una modella con una macchina fotografica professionale e all’interno di un set. Il punto di vista del direttore creativo Donelli non è infatti quello di sostituire l’esperienza e il bagaglio dei professionisti con l’AI, ma al contrario di integrarla e utilizzarla come un plus, per ampliare le possibilità creative. Ciò che è importante è etichettare i prodotti dell’AI come tali e non scambiarli per lavori di designer e creatori, perché in questo caso si rischierebbe di confondere e non comprendere quello che è effettivamente reale e quello che non lo è. In un’epoca come la nostra è fondamentale aggiornarsi e usufruire delle nuove tecnologie senza avere di paura di utilizzarle , al contrario essere curiosi e capire come queste possano essere uno stimolo per i nostri lavori.

Transizione 5.0

Opportunità per le PMI: rappresenta una nuova fase dell’evoluzione industriale. Le piccole imprese possono trarre vantaggio all’agilità per implementare rapidamente nuove tecnologie

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MONITORAGGIO AZIENDALE ATTRAVERSO LA TECNOLOGIA

IL 2024 SARA´ L´ ANNO DELL´ INTELLIGENZA ARTIFICIALE CHE APPORTA BENEFICI ALLE IMPRESE. FORMAZIONE E SICUREZZA ONLINE SEMPRE PIU´ EFFICIENTI E GLOBALI PER AZIENDE COMPETITIVE.

La FORMAZIONE aziendale e ‘diventata un elemento molto importante per restare competitivi sul mercato. Di pari passo va la tecnologia se si considera che viene applicata per formare professionalmente chi lavora all’interno delle aziende, attraverso la realizzazione di corsi specifici. Attraverso questo passaggio si vengono a realizzare vari presupposti importanti per un’azienda sempre più all’avanguardia come la globalità la flessibilità che ti portano a raggiungere un pubblico, appunto globale in qualsiasi momento e ovunque. I corsi online e le piattaforme di apprendimento danno la possibilità ai dipendenti di partecipare alla formazione in maniera flessibile. Inoltre i vantaggi della tecnologia, si possono vedere nella personalizzazione dell’apprendimento, oppure nell’avvantaggiare le aziende ad evitare i costi legati agli spostamenti, agli alloggi e al materiale di formazione in quanto tutto potrà avvenire online senza utilizzare forme che hanno un costo ed un impatto notevole sulle imprese.

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Formazione e Tecnologia

Dunque, sono un binomio importante per quanto riguarda il mondo del lavoro. Il 2024, si apre con l’auspicio di rendere sempre più efficiente l’universo lavorativo, attraverso la tecnologia che aiuta le aziende ed i dipendenti, ad essere costantemente informati sui continui aggiornamenti e novità, per essere sempre più competitivi. In conclusione, il Nuovo Anno viene salutato con grande interesse da parte delle aziende per quello che si realizzerà attraverso una tecnologia all’avanguardia attraverso lo sviluppo dell’intelligenza artificiale che apporta sicuramente, a degli innumerevoli vantaggi.

L’accessibilità globale, la personalizzazione dell’apprendimento, la riduzione dei costi, la sostenibilità´, l’aggiornamento costante, il monitoraggio dell’apprendimento, l’interattività sono tutti questi i motivi per adottare la tecnologia nei percorsi formativi professionali e in materia di salute e sicurezza sul lavoro.