INVESTIRE NELLE AREE INTERNE: STRATEGIE PER CONTRASTARE LO SPOPOLAMENTO E FAVORIRE LO SVILUPPO.


PRONTO IL QUESTIONARIO DEL CENTRO STUDI E RICERCHE DI Co.N.A.P.I. NAZIONALE

Le aziende che possono investire nelle zone interne per favorire lo sviluppo economico e ridurre l’isolamento, sono quelle che valorizzano le risorse locali e sfruttano incentivi statali ed europei. Alcuni settori particolarmente adatti includono: Agroalimentare e Agritech cioè sono tutte le aziende agricole innovative che puntano su coltivazioni biologiche, produzioni a km 0 e trasformazione di prodotti locali, come anche le imprese di agritech che introducono tecnologie per migliorare la produttività e la sostenibilità. Poi abbiamo Turismo Sostenibile e Ospitalità, cioè strutture ricettive come agriturismi, alberghi diffusi, B&B, che valorizzano le tradizioni e l’ambiente naturale. Startup che sviluppano App e servizi per il turismo esperienziale come escursioni, enogastronomia, storia e cultura. Fari puntati anche su settori specifici come Energia Rinnovabile che non sono altro che aziende specializzate in impianti eolici, solari e biomasse per sfruttare le risorse naturali locali le quali potrebbero aiutare a sviluppare le Comunità energetiche per l’autosufficienza delle zone rurali. Molto importanti sono le industrie manifatturiera e artigianato, cioè quelle imprese che rilanciano l’artigianato tradizionale con tecnologie moderne come l’e-commerce e stampa 3D.

Aziende che investono nella lavorazione di materiali locali legno, pietra, tessuti. Anche la Tecnologia e Smart Working avrebbero un ruolo determinante per le aree interne attraverso le startup e aziende di servizi digitali che permettono il lavoro da remoto, incentivando il ripopolamento delle aree interne. Si sta anche sempre più diffondendo il cosiddetto “Coworking e hub tecnologici” per attrarre professionisti e imprenditori. Coworking e hub tecnologici sono due concetti legati al lavoro condiviso e all’innovazione, particolarmente utili per le zone interne che vogliono attrarre professionisti e imprese. Infatti il Coworking è uno spazio di lavoro condiviso dove liberi professionisti, startup e aziende possono affittare postazioni o uffici temporanei. Offre numerosi vantaggi: riduzione dei costi rispetto a un ufficio tradizionale, networking con altri professionisti e possibilità di collaborazioni, flessibilità negli orari e nelle modalità di utilizzo e servizi inclusi come Wi-Fi, sale riunioni, aree relax e formazione. Mentre gli Hub Tecnologici sono centri dedicati all’innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie ed offrono: spazi per startup e aziende tech, con laboratori e attrezzature avanzate, mentorship e formazione per supportare l’imprenditorialità, l’accesso a finanziamenti e investitori per sviluppare progetti innovativi e collaborazione con università e centri di ricerca.

Nelle zone interne, coworking e hub tecnologici possono attirare smart workers e startup, contrastando lo spopolamento e favorendo la crescita economica. Per quanto riguarda la promozione e lo sviluppo delle zone interne per ridurre il loro isolamento, sono disponibili diversi incentivi per le imprese che decidono di investire in queste aree. Le principali agevolazioni sono il Credito d’Imposta per Investimenti nelle Zone Economiche Speciali (ZES), le quali sono aree geografiche con regimi fiscali vantaggiosi per attrarre investimenti. Le imprese che effettuano investimenti in queste zone possono beneficiare di un credito d’imposta fino al 100% dell’importo investito, con un limite massimo di 100 milioni di euro per progetto. Questo incentivo copre l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e immobili strumentali. La Legge di Bilancio 2025 ha confermato e ampliato queste agevolazioni per le ZES del Mezzogiorno, tra cui la Campania. Poi si potrebbe fare ricorso al cosiddetto Fondo per la Transizione Industriale, che è gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), questo fondo sostiene le imprese che investono in tecnologie green e digitali. Nel 2025, sono stati stanziati 500 milioni di euro, con una riserva del 40% destinata alle regioni meno sviluppate, tra cui la Campania. Le agevolazioni sono erogate tramite Contratti di Sviluppo, focalizzati su settori in transizione come l’automotive e le filiere produttive strategiche.

Per i ⁠Contributi a Fondo Perduto per le Aree Interne vi è il Fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali nelle aree interne che prevede contributi a fondo perduto per le micro e piccole imprese. Questi contributi mirano a supportare iniziative che favoriscono lo sviluppo locale e la coesione sociale. Le modalità di accesso e i termini per la presentazione delle domande sono definiti annualmente. Abbiamo gli ⁠ ⁠incentivi Regionali della Campania che offre ulteriori agevolazioni per le imprese che investono nelle zone interne, tra cui: Pacchetti Localizzativi vale a dire incentivi per l’insediamento di nuove attività produttive. Sostegno all’Innovazione: contributi per progetti di ricerca e sviluppo, di seguito le agevolazioni per l’Internazionalizzazione, come il supporto per l’accesso ai mercati esteri. Si consiglia alle imprese interessate di monitorare costantemente i bandi e le opportunità pubblicate sia a livello nazionale che regionale, poiché le condizioni e le scadenze degli incentivi possono variare nel tempo. Le imprese che investono nelle zone interne possono accedere a fondi europei (PNRR, PSR), incentivi fiscali e agevolazioni per la creazione di posti di lavoro. Ed è proprio in questo ampio panorama che il Centro Studi e Ricerca di Co.N.A.P.I. Nazionale diretto dal dottor Antonio Zizza, è in procinto di sviluppare un questionario dedicato alle risorse delle aree interne che potrebbero essere messe a disposizione delle aziende che intendono investire in determinati ambiti territoriali, con un duplice obiettivo che prevede da una parte l’ampliamento delle risorse aziendali parallelamente all’occupazione e dall’altra aiutare le cosiddette aree interne ad uscire dall’isolamento che da anni subiscono.

AVELLINO E PROVINCIA: MANCANZA DI MANODOPERA NEL SETTORE AGRICOLO A CAUSA DELLO SPOPOLAMENTO DELLE AREE INTERNE.

Lavoro agricolo e mancanza di manodopera: un’opportunità per la provincia di Avellino
La provincia di Avellino, caratterizzata da paesaggi rurali e una lunga tradizione agricola, si trova ad affrontare una sfida sempre più pressante: la mancanza di manodopera nel settore agricolo. Questo problema è strettamente legato allo spopolamento delle aree interne, che negli ultimi decenni ha visto una fuga di giovani e una conseguente riduzione della forza lavoro disponibile. Per garantire la sostenibilità dell’agricoltura locale, è fondamentale adottare strategie innovative che includano l’integrazione sociale, la semplificazione burocratica e nuove forme di organizzazione nel lavoro agricolo.
Inclusione sociale e manodopera straniera
Un elemento cruciale per affrontare la carenza di manodopera è l’inclusione di lavoratori stranieri. La provincia di Avellino, come molte altre zone rurali italiane, ha un potenziale significativo per accogliere e integrare persone provenienti da altri paesi. Tuttavia, è necessario rimuovere gli ostacoli che spesso rendono complesso l’accesso al mercato del lavoro per gli stranieri, come le procedure lente e complicate per il rilascio dei permessi di soggiorno.

Facilitare queste pratiche non è solo un atto di giustizia sociale, ma rappresenta una strategia pragmatica per sostenere l’economia agricola locale. La creazione di sportelli dedicati e l’assistenza nelle pratiche burocratiche potrebbero incentivare la regolarizzazione e l’inserimento lavorativo di queste persone, migliorando al contempo la coesione sociale del territorio.

Cooperative agricole: un modello vincente

Un’altra soluzione efficace per affrontare la carenza di manodopera è l’adozione di forme aggregative come le società cooperative. Questi modelli organizzativi consentono di ottimizzare le risorse, migliorare l’efficienza e garantire una maggiore stabilità occupazionale. Le cooperative possono fornire servizi integrati agli agricoltori, come la gestione della manodopera, la formazione professionale e il supporto logistico, riducendo i costi e migliorando la qualità del lavoro.
Inoltre, le cooperative possono essere un veicolo per l’inclusione sociale, poiché permettono di coinvolgere lavoratori stranieri in un ambiente strutturato e regolamentato. Attraverso percorsi di formazione e assistenza, è possibile garantire che questi lavoratori acquisiscano le competenze necessarie per operare nel settore agricolo in modo efficiente e sicuro.

Nuove norme e opportunità per il settore agricolo

Un ulteriore strumento per sostenere il lavoro agricolo è rappresentato dalle nuove norme che regolano le attività di fornitura dei servizi in agricoltura. Questo fenomeno, in crescita anche nella provincia di Avellino, offre una possibilità di integrazione al reddito per molti operatori. Tuttavia, è fondamentale che queste attività siano svolte nel rispetto delle normative vigenti e senza distorsioni che penalizzino il settore.

Ad esempio, la circolare 44 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che le attività di fornitura di servizi in agricoltura, per essere riconosciute come tali, devono prevedere l’utilizzo di attrezzature e supporti specifici. L’agromeccanica è ammessa, ma deve essere regolata per evitare che si trasformi in un modo improprio di esternalizzare la manodopera senza garantire adeguate tutele ai lavoratori. Per questa ragione, è importante diffondere consapevolezza tra gli operatori locali e promuovere una corretta applicazione delle normative.
La provincia di Avellino si trova a un bivio cruciale per il futuro del suo settore agricolo. La mancanza di manodopera, aggravata dallo spopolamento, può essere trasformata in un’opportunità attraverso politiche di inclusione sociale, semplificazione burocratica e promozione di modelli organizzativi cooperativi.
Solo attraverso una collaborazione tra istituzioni, imprenditori agricoli e comunità locali sarà possibile creare un sistema agricolo sostenibile, capace di garantire sviluppo economico e inclusione sociale. Investire nella regolarizzazione dei lavoratori stranieri e nell’adozione di pratiche innovative non solo rafforzerà il settore agricolo, ma contribuirà anche a contrastare lo spopolamento e a valorizzare il territorio avellinese.