Dal 12 marzo 2025, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha esteso l’obbligo di comunicazione dell’indirizzo PEC a tutti gli amministratori di società, comprese quelle già costituite prima del 1 gennaio 2025. Gli amministratori devono comunicare il proprio indirizzo PEC entro il 30 giugno 2025, pena sanzioni amministrative. La PEC, essendo un mezzo sicuro di comunicazione ufficiale, mira a migliorare la trasparenza e la digitalizzazione, ma solleva anche dubbi sulla complessità burocratica che questa misura potrebbe comportare.
Continua a leggereNASCE FORMAINTESA: IL NUOVO FONDO INTERPROFESSIONALE CHE RIVOLUZIONA LA FORMAZIONE IN ITALIA.
Il 21 febbraio 2025 segna la nascita ufficiale di FormaIntesa, un nuovo Fondo Interprofessionale che rivoluziona la formazione in Italia. Il progetto, frutto di un lungo percorso iniziato nel 2012, nasce grazie all’accordo tra Conapi Nazionale e Confintesa Nazionale, con il supporto del Ministero del Lavoro. FormaIntesa si distingue per un approccio innovativo e inclusivo, mettendo al centro gli operatori locali e garantendo una gestione vicina alle esigenze delle imprese, in particolare le PMI. Con una governance democratica e una visione orientata alla crescita economica e sociale, FormaIntesa punta a rendere la formazione uno strumento cruciale per l’innovazione e la competitività.
Continua a leggereAVVIATA UN’INDAGINE DAL CENTRO STUDI E RICERCHE DI Co.N.A.P.I. NAZIONALE SULLE IMPRESE NELLE AREE INTERNE. “VOGLIAMO ANALIZZARE IL LORO CONTRIBUTO ALLA CRESCITA ECONOMICA” DICE IL DIRETTORE DEL CENTRO, ANTONIO ZIZZA.
Il Centro Studi e Ricerche di Co.N.A.P.I. Nazionale ha avviato un’indagine sulle imprese nelle Aree Interne per analizzare il loro contributo alla crescita economica e sociale. Il questionario è rivolto sia alle imprese attive che a quelle interessate a investire in queste aree, per raccogliere dati utili a migliorare le politiche di supporto. I temi trattati includono infrastrutture, sostenibilità, innovazione e rapporto con le istituzioni. La partecipazione è anonima e i dati saranno utilizzati solo per finalità di ricerca. Il questionario è disponibile online.
Continua a leggereCo.N.A.P.I. NAZIONALE PROMUOVE L’ECONOMIA CIRCOLARE.
UN’OPPORTUNITÀ STRATEGICA PER LE IMPRESE ITALIANE. CON INIZIATIVE CONCRETE CHE SPAZIANO DAL RICICLO ALLA SOSTENIBILITÀ, L’ECONOMIA CIRCOLARE NON SOLO FAVORISCE L’AMBIENTE, MA OFFRE ANCHE VANTAGGI ECONOMICI SIGNIFICATIVI, STIMANDO UN RISPARMIO DI OLTRE 16 MILIARDI DI EURO.
Il panorama dell’economia circolare in Italia sta vivendo una trasformazione significativa, con circa il 50% delle aziende italiane che hanno intrapreso iniziative concrete in questa direzione, soprattutto nel Nord del Paese. Le pratiche più diffuse includono il riciclo dei materiali e l’adozione di strategie per estendere la durata dei prodotti, riducendo così la necessità di nuove risorse e contribuendo alla sostenibilità ambientale.
Questi sforzi non solo portano benefici ecologici, ma anche vantaggi economici rilevanti, con un risparmio stimato di oltre 16 miliardi di euro. Questo dimostra come l’economia circolare non sia solo una scelta etica, ma anche una strategia economica vantaggiosa, in grado di rafforzare la competitività delle imprese, in particolare delle PMI (Piccole e Medie Imprese), che rappresentano il cuore del tessuto produttivo italiano.
A sostegno di questo processo, la Confederazione Co.N.A.P.I. sta promuovendo una serie di eventi informativi destinati alle aziende.

Questi incontri sono pensati per approfondire i benefici dell’economia circolare e fornire strumenti pratici alle imprese per integrare queste pratiche nei loro modelli di business.
L’adozione di una cultura del riciclo e della sostenibilità è particolarmente cruciale in un Paese come l’Italia, che dipende dalle importazioni per il 48% delle sue materie prime. Ridurre questa dipendenza attraverso il recupero e il riutilizzo dei materiali non solo contribuisce a una maggiore autonomia, ma diminuisce anche la produzione di nuovi rifiuti, rendendo l’economia più resiliente e sostenibile.
In sintesi, l’economia circolare rappresenta una grande opportunità per le aziende italiane, sia in termini di risparmio economico che di sostenibilità ambientale. Le iniziative come quelle promosse da Co.N.A.P.I. sono fondamentali per diffondere conoscenze e stimolare un cambiamento strutturale nel modo in cui le imprese operano e si relazionano con l’ambiente.
SICUREZZA E INNOVAZIONE : LE SFIDE DEL 2025 PER IL LAVORO LA Co.N.A.P.I. NAZIONALE INDIVIDUA I PUNTI FONDAMENTALI.
PER IL PRESIDENTE NAZIONALE BASILIO MINICHIELLO “LA FORMAZIONE E LA SICUREZZA SONO ELEMENTI IMPRESCINDIBILI”.
La Co.N.A.P.I. Nazionale (Confederazione Nazionale Artigiani e Piccoli Imprenditori) che offre diversi servizi di sicurezza e formazione per le imprese associate, supportando le aziende nell’adempimento degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08, ed offrendo: Valutazione dei rischi e redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, Formazione per Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza,Formazione e aggiornamenti per addetti antincendio e primo soccorso come Consulenza per la sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, occupandosi inoltre di Formazione Professionale erogando corsi di formazione e aggiornamento per imprenditori, artigiani e dipendenti, tra cui, Corsi obbligatori in materia di sicurezza sul lavoro, Corsi di specializzazione per diversi settori produttivi, Formazione finanziata tramite fondi interprofessionali Workshop e seminari su innovazione e sviluppo aziendale, è sempre piu’ interessata a concentrarsi su punti che portano ad individuare le sfide nell’ambito del lavoro e ne individua i punti più importanti come la digitalizzazione che continua a trasformare il mondo del lavoro attraverso l’intelligenza artificiale che gioca un rolo fondamentale per le aziende.

Per il Presidente della Co.N.A.P.I. Nazionale, Basilio Minichiello, l’AI può migliorare la sicurezza sul lavoro attraverso la previsione dei rischi e l’ottimizzazione dei vari percorsi formativi anche se ciò richiede una gestione attenta dei dati e della privacy dei lavoratori. Un altro punto fondamentale per un ambiente lavorativo sempre più all’avanguardia, riguarda l’attenzionare della salute di ciascun lavoratore in quanto negli ultimi tempi, si è andata sempre maggiormente attenzionando la salute mentale diventata nelle aziende e dunque per i datori di lavoro prioritaria in quanto fondamentale è diventata la gestione dei rischi psicosociali sul posto di lavoro. Le aziende, infatti dovrebbero adottare strategie per prevenire lo stress e promuovere il benessere dei dipendenti. Per Minichiello infatti, è un focus a cui la Confederazione Nazionale degli Artigiani e Piccole Imprese, tiene assolutamente conto, unitamente al cambiameno climatico che nel Focus sui punti riguardanti le nuove sfide per la sicurezza sul lavoro, come le condizioni metereologiche estreme e l’esposizione a sostanze chimiche, rappresenta un punto altrettanto indispensabile . “ Le aziende- afferma il Presidente- devono adottare pratiche sostenibili per proteggere sia i lavoratori che l’ambiente”. Negli anni e soprattutto dopo la Pandemia, si è avuto un’accelerazione di nuovi modelli di lavoro come ad esempio, la diffusione del lavoro remoto e dei contratti flessibili, questi nuovi modelli di lavoro, richiedono nuove misure di sicurezza e benessere per garantire che lavoratori ed aziende siano protetti , indipendentemente da dove lavorano e proprio su questi punti, che il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale guidato dal dottor Antonio Zizza , sta orientando la propria attenzione per poter realizzare un lavoro rivolto alle aziende sottoforma di questionario.

Un altro punto fondamentale che riguarda le nuove sfide, riguardano le tecnologie emergenti nella prevenzione come l’Internet delle Coser (IoT) ed il monitoraggio in tempo reale che sta certamente rivoluzionando la gestione della sicurezza sul lavoro. Queste tecnologie consentono un monitoraggio continuo delle condizioni ambientali e delle esposizioni a rischi. Proprio per questa continua trasformazione “è essenziale- afferma il dottor Minichiello- una Formazione continua unitamente alla conformità normativa, ritenuti punti fondamentali per garantire che i lavoratori, siano sempre aggiornati sulle migliori pratiche di sicurezza”. Le aziende investono sempre più in programmi di Formazione per mantenere i propri dipendenti informati e preparati. In conclusione, l’adattamento ai cambiamenti e alle nuove normative richiede ecosistemi di lavoro flessibili e resilienti. Le aziende devono essere sempre più pronte a rispondere rapidamente alle sfide emergenti e ad implementare soluzioni innovative per migliorare la Sicurezza sul Lavoro, queste sfide analizzate richiedono un approccio integrato e collaborativo tra aziende, associazioni datoriali e tutte le parti interessate per creare un ambiente di lavoro sicuro e innovativo per il 2025 e oltre .
L’IMPORTANZA DI UN CENTRO STUDI PER UNA CONFEDERAZIONE DATORIALE: IL CASO DI Co.N.A.P.I. NAZIONALE
IL CENTRO STUDI DI Co.N.A.P.I. NAZIONALE SIMBOLEGGIA UN PASSO DECISIVO VERSO UN MODELLO DI RAPPRESENTANZA PROATTIVO, CAPACE DI OFFRIRE ALLE IMPRESE STRUMENTI CONCRETI PER AFFRONTARE LE SFIDE DEL MERCATO CON MAGGIORE COMPETITIVITÀ.
Nel panorama economico contemporaneo, caratterizzato da trasformazioni rapide e complesse, le confederazioni datoriali svolgono un ruolo cruciale nella tutela e nella rappresentanza degli interessi delle imprese. Co.N.A.P.I. Nazionale, confederazione datoriale che aggrega datori di lavoro per offrire loro supporto e rappresentanza, ha sempre puntato su qualità e professionalità come elementi distintivi della propria azione. Tra le tappe più significative della sua evoluzione, l’istituzione del Centro Studi rappresenta un punto di svolta essenziale, un vero e proprio strumento strategico per l’innovazione e la crescita delle imprese associate.
Il Centro Studi di Co.N.A.P.I. Nazionale non è un semplice organismo di ricerca, ma un laboratorio di analisi e sviluppo, capace di esplorare le dinamiche economiche più rilevanti per le imprese, con un approccio su misura rispetto alle esigenze del tessuto produttivo. La sua funzione può essere paragonata a quella di un binocolo orientabile, che permette di scrutare le sfide del mercato oltre il rumore della piazza, concentrandosi sulle aree più strategiche per gli associati.

In un contesto in cui le informazioni sono abbondanti ma spesso dispersive, il Centro Studi offre un’analisi mirata, capace di evidenziare le opportunità e i rischi nascosti nelle pieghe più imprevedibili dell’economia. Non si tratta solo di raccogliere dati, ma di interpretarli con una chiave di lettura funzionale alle esigenze della piccola e media impresa, fornendo strumenti utili per affrontare il mercato con maggiore consapevolezza e competitività.
L’istituzione del Centro Studi segna un momento di diversificazione importante per Co.N.A.P.I. Nazionale. Infatti, una confederazione datoriale non può limitarsi a svolgere un ruolo di rappresentanza passiva; deve essere un motore di crescita per le imprese, fornendo loro strumenti concreti per interpretare e affrontare il mercato.
I primi lavori del Centro Studi hanno già dimostrato la qualità e la profondità dell’analisi proposta, segnando una netta differenza rispetto alle informazioni standardizzate che spesso dominano il dibattito economico. Questa attenzione alla qualità non è casuale: è il risultato di un impegno costante nel voler offrire agli associati non solo tutela, ma anche un vantaggio competitivo basato sulla conoscenza e sulla formazione.

L’istituzione del Centro Studi è solo un tassello di un percorso più ampio che mira a consolidare un modello di rappresentanza orientato all’eccellenza. In un contesto economico in cui la piccola e media impresa è il cuore pulsante del sistema produttivo, una confederazione datoriale deve essere in grado di anticipare i cambiamenti, proporre soluzioni innovative e guidare i propri associati verso scelte strategiche consapevoli.
Conapi Nazionale dimostra così di voler andare oltre la mera difesa degli interessi imprenditoriali, puntando su un modello di rappresentanza proattivo e dinamico. Il Centro Studi è la chiave per questa evoluzione: un punto di riferimento per le imprese, una bussola per orientarsi nel mercato e un motore per l’innovazione.
Guardare avanti, esplorare nuove possibilità e offrire risposte concrete alle imprese: con il suo Centro Studi, Co.N.A.P.I. Nazionale si conferma come una confederazione datoriale capace di distinguersi per qualità e professionalità, sempre al servizio della crescita delle piccole e medie imprese.
ECONOMIA CAMPANIA : L’EXPORT VOLA, MA LE IMPRESE FATICANO A TROVARE PERSONALE QUALIFICATO CON IL RISCHIO DI FRENARE LO SVILUPPO NEL SETTORE AGROALIMENTARE
LA CARENZA DI COMPETENZE È UNA SFIDA CRESCENTE CHE MINACCIA DI FRENARE LA CRESCITA E LA TRADIZIONE DELLA REGIONE.
La Campania cresce, trainata da un export in continua espansione che nel 2024 ha registrato un forte incremento secondo il Centro Studi e Ricerche di Co.N.A.P.I. Nazionale. Tuttavia, dietro il successo internazionale delle eccellenze locali, le imprese campane devono affrontare un ostacolo sempre più insidioso: la difficoltà nel reperire personale qualificato. Un paradosso che rischia di frenare lo sviluppo economico di settori cruciali, come quello agroalimentare, che da sempre rappresenta un pilastro della Regione. Ad esempio, il salame Napoli e il salame Mugnano, come da tradizione, devono essere insaccati e legati a mano e per farlo, in quest’area campana, vengono utilizzati pulmini per trasportare donne specializzate da Mugnano del Cardinale nelle aziende dove si lavorano questi prodotti tipici, ma oggi queste figure professionali sono sempre più rare e anziane. È un mestiere in via di estinzione e questo sta creando enormi difficoltà nella produzione. Un sapere antico, dunque che rischia di scomparire, lasciando le aziende prive di una componente essenziale della loro identità e qualità artigianale.

Se da un lato il mercato richiede sempre più prodotti autentici e di eccellenza, dall’altro le aziende faticano a trovare manodopera adeguata per sostenere la domanda. Prima del Covid questa esigenza era molto più limitata, oggi, invece, i giovani sono meno predisposti al sacrificio. Quando sentono che devono lavorare nel weekend, spesso scappano via. Eppure la gastronomia non può fermarsi nei giorni festivi, anche perché per i titolari delle aziende agricole è assurdo pensarlo. Di fronte a tale problematica, le imprese sono costrette a formare il personale internamente per molte delle quali c’è un impatto significativo sui costi e sulla produttività. Il problema non riguarda solo il settore della ristorazione, ma si estende anche all’agricoltura e all’artigianato. Per Roberto Cavaliere, fondatore di Campania Tipica, una rete di circa 30 aziende operanti nei settori dell’agroalimentare, della ristorazione, dell’artigianato e del turismo, sottolinea la necessità di un intervento strutturale e dice testualmente, «Abbiamo bisogno di personale in ogni settore, ma ci troviamo costretti a formare direttamente i nuovi assunti.

Le scuole professionali e gli ITS non riescono a soddisfare le esigenze del mercato. Servirebbe un maggiore impegno per incentivare i giovani ad appassionarsi ai mestieri tradizionali». Campania Tipica aderisce al Progetto CompraSud, un’iniziativa volta a promuovere le eccellenze produttive del Sud Italia, incentivando l’acquisto di prodotti e servizi locali per sostenere l’economia del territorio. in conclusione, il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo che, nonostante i successi economici, rischia di essere frenato da una carenza cronica di competenze. I dati parlano chiaro: la Campania è una delle regioni più dinamiche del Sud, con una crescita del PIL superiore alla media nazionale, ma senza un’adeguata risposta alle esigenze del mercato del lavoro, questa spinta rischia di esaurirsi. Gli imprenditori campani chiedono interventi concreti per colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro. Tra le proposte avanzate, un maggiore raccordo tra scuole e imprese, incentivi alla formazione professionale e una semplificazione delle procedure di assunzione, in quanto c’è bisogno di un’azione coordinata per garantire il futuro delle imprese e delle tradizioni che rendono la Campania unica nel mondo. Il futuro del comparto agroalimentare campano è legato a un filo sottile, fatto di tradizione, qualità e capacità di innovarsi. Ma senza le giuste competenze, questo filo rischia di spezzarsi.
LE IMPRESE CHE RINNOVANO IL PARCO DELLE MACCHINE AGRICOLE POSSONO OTTENERE UN BONUS FINO A 130.000 EURO PER L´ACQUISTO DI UN TRATTORE.
INNOVAZIONE E TECNOLOGIA CON I CONTRIBUTI DEL PIANO DI TRANSIZIONE.
Per chi ha un’azienda agricola sono disponibili aiuti per la meccanizzazione e innovazione tecnologica con bonus agricoltura fino a 130.000 euro per l’acquisto di trattori e macchine agricole. Oltre ai contributi previsti dalla PAC 2023-2027 per le varie coltivazioni, arrivano aiuti anche per l’innovazione tecnologica. Ci sono diverse tipologie di aiuti a cui accedere per comprare un trattore o altri strumenti per la meccanizzazione dell’agricoltura e risparmiare.La prima tipologia di aiuto a cui è possibile accedere per l’acquisto di un trattore è il Fondo per l’innovazione in agricoltura erogato dall´Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare che mette a disposizione 100 milioni di euro nel solo 2024 destinati all’acquisto di trattori. Si tratta di un contributo a fondo perduto compreso tra il 40% e l’80% per l’acquisto di macchinari ed attrezzature. L’incentivo è finalizzato all’incremento della produttività nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Il contributo è rivolto alle PMI agricole che fanno innovazione, deve quindi trattarsi di macchinari e attrezzature di ultima generazione con soluzioni robotiche, sensoristiche in grado di migliorare la produttività, ad esempio con una corretta gestione dell’acqua e la riduzione dell’impiego di sostanze chimiche.

Per il 2024 sono ancora disponibili risorse del Piano di Transizione 4.0. A questo si affianca il nuovissimo Piano Transizione 5.0 che per il biennio 2024-2025 prevede un credito d’imposta fino al 45% per coloro che investono in macchine interconnesse e dall’impatto positivo sui consumi energetici aziendali. In questo caso si parla anche di bonus per l’efficientamento energetico. Importanti aiuti economici arrivano anche dal bando Isi Inail che mette a disposizione per il 2024 un fondo di 90 milioni di euro per l’acquisto di trattori e attrezzature. Le stesse devono però consentire maggiore sicurezza sul luogo di lavoro, tutela della salute e riduzione delle emissioni inquinanti. In questo caso per il singolo acquisto sono disponibili fino a 130.000 euro, su una spesa massima di 200.000 euro. Si tratta quindi di un aiuto notevole.Le somme riconosciute sono accreditate direttamente in conto corrente e non devono essere restituite. Le domande sono analizzate e i contributi concessi a esaurimento fondo in base all’ordine cronologico di presentazione della domanda. Pertanto, i veicoli agricoli e forestali, rimangono ammissibili al credito d’imposta del piano Transizione 5.0. L’acquisto di tali beni è consentito, però, solo se è funzionale al passaggio da un veicolo con motore Stage I o precedente ad uno con motore Stage V secondo i parametri definiti dai rispettivi regolamenti che non sono altro che delle prove delle prestazioni dei macchinari.

A precisarlo è il ministero delle imprese e del made in Italy . La circolare del 16 agosto 2024, in base al decreto Mimit “Transizione 5.0” del 24/7/2024 ,ricorda che non sono ammissibili al beneficio i progetti di innovazione con investimenti destinati ad attività direttamente connesse all’uso dei combustibili fossili, con alcune eccezioni: la prima riguardante attività e attivi per i quali l’uso a valle di combustibili fossili è temporaneo e tecnicamente inevitabile, per via della loro tempestiva transizione verso un funzionamento senza combustibili fossili , la seconda appunto riguarda i veicoli agricoli e forestali. In proposito, va ricordato che saranno agevolabili i progetti di innovazione avviati dal primo gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025. Essi dovranno avere ad oggetto i beni materiali e immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa. I progetti di innovazione saranno ammissibili a condizione che dagli investimenti consegua complessivamente una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale, ovvero una riduzione dei consumi energetici del processo interessato dall’investimento non inferiore al 5%. Nella lista dei beni materiali sono inclusi i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti. Inoltre, sono inclusi i sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità ed anche i dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0».
LE IMPRESE E L’OBBLIGO DI STIPULARE ASSICURAZIONI PER DANNI DERIVANTI DA CALAMITÀ NATURALI
L’obbligo per le aziende di stipulare un’assicurazione contro i danni da calamità naturali, come terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, è stato prorogato al 31 marzo 2025. Le imprese devono prepararsi seguendo alcuni passi fondamentali per essere conformi alla normativa.
Innanzitutto, devono identificare i beni aziendali che rientrano nell’obbligo assicurativo. Si tratta di immobili, macchinari e attrezzature impiegati nell’attività imprenditoriale, come specificato dal codice civile. È necessario escludere quei beni che già beneficiano di una copertura assicurativa equivalente, anche se stipulata da soggetti terzi. Le aziende devono poi scegliere una polizza assicurativa che copra i rischi previsti dalla normativa, selezionando la soluzione più adatta alle loro necessità operative e patrimoniali. È utile valutare diverse offerte per garantire una copertura adeguata.

Prima di procedere, è importante verificare se l’azienda rientra tra le categorie escluse dall’obbligo. Le imprese agricole, ad esempio, seguono un regime separato basato sul Fondo mutualistico nazionale, mentre quelle con immobili irregolari dal punto di vista edilizio non possono stipulare tali polizze.
La scadenza del 31 marzo 2025 rappresenta il termine ultimo per adempiere a questo obbligo. Le imprese che non rispettano la normativa rischiano di perdere l’accesso a contributi, agevolazioni o sovvenzioni pubbliche, incluse quelle specifiche per la gestione di eventi catastrofici.
Infine, è essenziale conservare la documentazione relativa alla polizza stipulata, così da dimostrare la conformità alle autorità competenti. Questo processo non solo tutela il patrimonio aziendale dai rischi naturali, ma garantisce anche il mantenimento di opportunità di sostegno pubblico per il futuro.
CASSE EDILI SEMPRE PIÙ CENTRALI NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI E DEL RISPETTO DEI DIRITTI CONTRATTUALI
Nel panorama del mondo del lavoro, le casse edili svolgono un ruolo centrale nel settore delle costruzioni, rappresentando uno strumento essenziale per garantire il rispetto dei diritti contrattuali e offrire prestazioni economiche e assistenziali ai lavoratori. Le loro funzioni includono la gestione degli accantonamenti per ferie e gratifica natalizia, l’erogazione dell’Anzianità Professionale Edile (APE) per incentivare la stabilità lavorativa, l’integrazione salariale in caso di malattia o infortunio, la fornitura di prestazioni assistenziali come borse di studio e contributi medici, e la certificazione della regolarità contributiva (DURC) per le imprese.

Tuttavia, in Italia il modello delle casse edili presenta una peculiarità unica e, per certi aspetti, anomala. La loro organizzazione su base provinciale comporta una frammentazione che incide sulla gestione e sulla distribuzione delle risorse, mentre gli oneri sostenuti dal settore edile per finanziare il sistema delle casse sono considerevoli, soprattutto in rapporto al welfare complessivo offerto. Questo squilibrio evidenzia la necessità di un ripensamento del ruolo e delle modalità operative delle casse edili, con l’obiettivo di rendere il sistema più uniforme, efficiente e sostenibile per le imprese e per i lavoratori. Una revisione di questa struttura potrebbe contribuire a migliorare la trasparenza e l’equità del sistema, oltre a rafforzare la competitività del settore edile nel suo complesso.