HUN KIM : IL SEGRETO DEL SUCCESSO DI KARL LEGERFELD TRA PASSATO PRESENTE E FUTURO NELL’ERA DELL’IA


Hun Kim, dal 2015, rinnova Karl Lagerfeld, unendo tradizione e innovazione. Con esperienza, reinterpreta lo stile iconico, usando anche l’IA. Kim mantiene viva l’identità del marchio.

Hun Kim dal 2015 rinnova Karl Lagerfeld unendo tradizione e innovazione. Con esperienza, reinterpreta lo stile iconico, usando anche l’IA. Kim mantiene viva l’identità del marchio.
Rimanere coerenti allo stile del brand Karl Lagerfeld non è un’impresa difficile per Hun Kim, il designer che, dal 2015, guida le collezioni con coerenza e innovazione. La sua visione creativa si ispira ai codici distintivi della maison, reinterpretandoli in chiave contemporanea senza tradire l’essenza estetica del fondatore.Hun Kim ha saputo coniugare l’eleganza senza tempo con le esigenze del pubblico moderno, proponendo capi che esprimono un equilibrio tra raffinatezza e praticità. Linee pulite, dettagli sofisticati e l’inconfondibile monocromia sono elementi centrali delle sue creazioni, che mantengono viva l’eredità del marchio pur introducendo nuove influenze e materiali innovativi.

Non tutti sanno che Hun Kim, prima di diventare direttore creativo del brand, ha maturato un’esperienza significativa nel mondo della moda, collaborando con diverse case di prestigio come Tommy Hilfiger e Ralph Lauren. Il suo percorso lo ha visto impegnato nella progettazione di collezioni caratterizzate da un forte equilibrio tra tradizione e innovazione, sviluppando una sensibilità estetica capace di reinterpretare i codici stilistici in chiave moderna.Grazie alla sua formazione e alla visione contemporanea, Hun ha affinato un approccio che combina sartorialità, ricerca sui materiali e attenzione alle esigenze del pubblico globale.
Per Hun Kim, Karl Lagerfeld non è stato solo un designer, ma una guida e un’icona di stile che intrecciava moda, arte, musica e architettura.

Ogni nuova creazione nasce ispirandosi alla sua visione, ma senza fermarsi alla semplice riproposizione del passato. Se i codici estetici lasciati in eredità dallo stilista rappresentano la base delle collezioni, sono le influenze contemporanee a renderle dinamiche e attuali. Hun Kim considera l’osservazione del mondo reale una fonte inesauribile di ispirazione. Per lui la creatività nasce dall’esperienza diretta e dalla capacità di cogliere i dettagli della quotidianità : la sua apertura verso il mondo è poi ciò che si riflette all’interno delle collezioni.
In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è spesso vista come una minaccia, Hun Kim la considera invece un’opportunità per ottimizzare il processo creativo senza perdere l’importanza dell’artigianalità.

Nella sua visione la tecnologia non sostituisce il talento umano ma lo supporta, aiutando a ridurre gli sprechi e a rendere la progettazione più efficiente. Con questa visione, ha collaborato con l’artista digitale Joann per sviluppare una linea di capi sofisticati, arricchiti da dettagli innovativi. Tra questi, un mini abito con decorazioni ispirate agli origami e una borsa a mezzaluna bicolore, esempi di come il connubio tra creatività e innovazione possa generare risultati sorprendenti. La capacità di adattarsi senza perdere l’identità risulta essere essenziale in un mondo come quello della moda che ogni giorno continua ad evolversi. Attraverso le sue collezioni, Hun Kim dimostra una profonda comprensione dell’ heritage del brand e delle aspettative del mercato contemporaneo, assicurando così la continuità stilistica senza risultare prevedibile o statico.

Imprenditori capaci di conquistare il mondo con la qualità

In Italia, 125mila micro e piccole imprese hanno adottato l’intelligenza artificiale per ottimizzare le attività, secondo il Centro studi Confartigianato.

Settori come manifatturiero, servizi e costruzioni sono i più coinvolti.

L’uso dell’ IA riguarda sicurezza informatica, manutenzione, logistica, automazione e altro.

L’Italia si distingue in Europa per l’adozione di robot nelle PMI. Confartigianato sottolinea l’importanza dell’innovazione per affrontare le sfide attuali.

In Italia sono 125mila le micro e piccole imprese che nel biennio 2021-2022 hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per ottimizzare la propria attività. Il dato emerge dall’analisi effettuata dal Centro studi Confartigianato in occasione della ‘3ª Giornata della Cultura Artigiana’.



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“Per noi artigiani e piccoli imprenditori l’intelligenza artificiale è un mezzo, non il fine”

spiegano Marco Granelli e Vincenzo Mamoli, presidente e segretario Confartigianato Imprese.

Le piccole e medie imprese pioniere nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale sono molto diffuse nel settore manifatturiero, seguono quelle delle attività dei servizi e del comparto costruzioni.

I piccoli imprenditori ricorrono all’intelligenza artificiale per esigenze di sicurezza informatica, controllo dell’accesso ai luoghi, a dati e servizi, ma anche per la manutenzione predittiva, o preventiva, di macchinari e automezzi, per ottimizzare l’utilizzo di energia, per ridurre o migliorare il consumo di materie prime e il trattamento dei rifiuti.

Ma sono in crescita anche le imprese che ne fanno uso nella logistica, automazione dei processi produttivi e vendita on-line, contabilità, finanza e per quanti riguarda prevenzione nella diagnostica e cure mediche.

L’Italia è il terzo paese in Europa per numero di piccole e medie imprese che usano robot, pari all’ 8,3%, contro il 5,6% della media europea.

“I nostri imprenditori – sottolinea Granelli – rappresentano la cultura produttiva made in Italy: profondamente radicati nelle comunità e, contemporaneamente, capaci di conquistare il mondo con l’eccellenza dei loro prodotti, incorporano saperi antichi ed esprimono la biodiversità delle tradizioni dei territori italiani, sempre pronti, però, a rinnovarsi e ad innovare per affrontare le grandi trasformazioni della nostra epoca ed essere attori delle transizioni green e digitale”.