Negli ultimi 25 anni, il mondo del lavoro è passato da un’economia industriale a una concettuale, incentrata su conoscenza, creatività e benessere. Il lavoro è diventato più flessibile, con contratti temporanei e maggiore richiesta di competenze specifiche. Le persone cercano occupazioni che riflettano passioni e valori, portando le aziende a rivedere la loro organizzazione e a puntare su ambienti di lavoro inclusivi. Le imprese di successo oggi devono investire in innovazione, formazione e welfare per competere in un mercato globale in continua evoluzione.
Continua a leggereIMMIGRAZIONE, FORMAZIONE E ACCOGLIENZA: ALLA REGIONE LAZIO Co.N.A.P.I. E CONFINTESA ORGANIZZANO UN CONVEGNO PER UN FUTURO INCLUSIVO.
Il convegno “Immigrazione, integrazione lavorativa e formazione: un dialogo per costruire un futuro inclusivo”, organizzato da Co.N.A.P.I. e Confintesa, ha affrontato il tema dell’integrazione dei migranti nel mercato del lavoro, con un focus sulla formazione professionale e le politiche di inclusione. Durante l’evento, è stato presentato il fondo FORMAINTESA, destinato a supportare la formazione dei lavoratori, italiani e immigrati. I relatori hanno sottolineato l’importanza di un approccio integrato tra istituzioni, sindacati e aziende per promuovere politiche inclusive e valorizzare le competenze dei migranti. Il convegno, tenutosi alla Regione Lazio, ha visto la partecipazione di esperti, istituzioni e operatori del settore, evidenziando il ruolo cruciale del lavoro come strumento di integrazione.
Continua a leggereCONVEGNO A ROMA: “IMMIGRAZIONE, FORMAZIONE E ACCOGLIENZA, IL LAVORO COME STRUMENTO DI INTEGRAZIONE”
Il 26 marzo a Roma si terrà il convegno “Immigrazione, formazione e accoglienza, il lavoro come strumento di integrazione”, organizzato da Conapi Nazionale e Confintesa. Il convegno vedrà la partecipazione di esperti internazionali e del mondo accademico, con un focus sulla formazione dei lavoratori immigrati come strumento per favorire l’ingresso nel mercato del lavoro. L’iniziativa, che fa parte di un ciclo di eventi in Italia, mira a trasformare l’immigrazione da emergenza a risorsa, rispondendo alle esigenze del mercato del lavoro e promuovendo la coesione sociale.
Continua a leggereIMMIGRAZIONE, FORMAZIONE E ACCOGLIENZA: IL LAVORO COME STRUMENTO DI INTEGRAZIONE.
Il 26 marzo 2025, a Roma, si terrà il convegno “Immigrazione, formazione e accoglienza”, per discutere come il lavoro può favorire l’integrazione dei migranti in Italia. L’evento, organizzato da Co.N.A.P.I. Nazionale e CONFINTESA, esplorerà il ruolo delle associazioni datoriali e dei sindacati nel promuovere opportunità di lavoro e formazione per i migranti, con particolare attenzione agli artigiani e ai piccoli imprenditori. Saranno presentati progetti e iniziative, tra cui l’accordo per l’integrazione lavorativa e il nuovo Fondo Interprofessionale “FORMAINTESA”.
Continua a leggereNASCE FORMAINTESA: IL NUOVO FONDO INTERPROFESSIONALE CHE RIVOLUZIONA LA FORMAZIONE IN ITALIA.
Il 21 febbraio 2025 segna la nascita ufficiale di FormaIntesa, un nuovo Fondo Interprofessionale che rivoluziona la formazione in Italia. Il progetto, frutto di un lungo percorso iniziato nel 2012, nasce grazie all’accordo tra Conapi Nazionale e Confintesa Nazionale, con il supporto del Ministero del Lavoro. FormaIntesa si distingue per un approccio innovativo e inclusivo, mettendo al centro gli operatori locali e garantendo una gestione vicina alle esigenze delle imprese, in particolare le PMI. Con una governance democratica e una visione orientata alla crescita economica e sociale, FormaIntesa punta a rendere la formazione uno strumento cruciale per l’innovazione e la competitività.
Continua a leggereMINISTERO DEL LAVORO: INDENNITA’ PER I LAVORATORI DEL SETTORE DEI CALL CENTER.
IL FINANZIAMENTO AMMONTA A 20 MILIONI DI EURO A VALERE SUL FONDO SOCIALE PER OCCUPAZIONE E FORMAZIONE
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il Decreto n. 45 del 16 gennaio 2025 che prevede l’attuazione delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti dalle imprese del settore call center. L’articolo 1, comma 195, della Legge 30 dicembre 2024 la n.207 , la cosiddetta Legge di Bilancio per l’anno 2025, ha previsto il rifinanziamento dell’indennità di sostegno al reddito in favore dei lavoratori dipendenti dalle imprese di call center, per un importo pari a 20 milioni di euro a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione. Il 16 gennaio 2025, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, in concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il Decreto n. 45/2025, che prevede appunto, misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore dei call center. Questo decreto attua quanto stabilito dall’articolo 1, comma 195, della Legge 30 dicembre 2024, n. 207 , che ha stanziato 20 milioni di euro a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione per rifinanziare l’indennità di sostegno al reddito in favore di questi lavoratori. L’indennità, pari al trattamento massimo di integrazione salariale straordinaria, può essere concessa per un periodo massimo di 12 mesi.

È destinata ai lavoratori delle aziende del settore dei call center, anche in caso di cessazione dell’attività, nei periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, qualora non sia possibile accedere alle prestazioni del Fondo di solidarietà bilaterale per la filiera delle telecomunicazioni. Possono accedere al trattamento anche le imprese ammesse a una procedura concorsuale con continuazione dell’attività. Per ottenere l’indennità, le aziende devono stipulare un accordo presso la Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro e delle Relazioni Industriali del Ministero del Lavoro. Successivamente, devono presentare un’istanza alla Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali, inviandola tramite PEC all’indirizzo DGammortizzatorisociali.div3@pec.lavoro.gov.it, seguendo le procedure e utilizzando la modulistica disponibile sul sito del Ministero. Queste misure mirano a sostenere i lavoratori del settore dei call center, offrendo un supporto economico nei periodi di difficoltà e garantendo una maggiore tutela occupazionale. L’indennità può essere richiesta per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, qualora non sia possibile ricorrere alle prestazioni del Fondo di solidarietà bilaterale per la Filiera delle Telecomunicazioni, comprendendo anche la fattispecie di aziende in cessazione di attività. Possono fare ricorso al trattamento anche le imprese che siano state ammesse ad una procedura concorsuale in cui sia stata disposta la continuazione dell’attività.

La concessione del trattamento è disposta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla base di specifici accordi siglati in sede ministeriale. Chi lavora nei call center in Italia può avere diverse tipologie di contratto, che determinano i diritti, le tutele e le condizioni lavorative. Le principali categorie contrattuali sono: Contratto a Tempo Indeterminato o Determinato con il CCNL Telecomunicazioni che appunto viene applicato ai lavoratori assunti direttamente dalle aziende di telecomunicazioni o da grandi call center strutturati. Poi ancora CCNL Commercio/Terziario: usato da alcune aziende per inquadramenti diversi. Per quanto riguarda le tutele, si hanno: ferie, malattia, tredicesima, contributi pensionistici, diritto alla disconnessione (nel caso di lavoro da remoto). Molto usato in tale settore è il contratto di collaborazione (Co.Co.Co.), prevalentemente usato per operatori che effettuano vendita telefonica e ci sono meno tutele rispetto al contratto subordinato: niente ferie, malattia retribuita o TFR. Deve comunque rispettare le normative sulle collaborazioni continuative. Per il lavoro in somministrazione, si ha il contratto a tempo determinato tramite agenzie interinali, con le stesse tutele di un contratto subordinato, ma con limiti di durata. In ultimo si ha il contratto a progetto (meno usato), ormai superato per via delle restrizioni legislative.
IMMIGRAZIONE E LAVORO: UNA RISORSA STRATEGICA PER L’ ECONOMIA ITALIANA
La carenza di forza lavoro e il calo delle nascite rappresentano da anni una seria minaccia per l’economia italiana. A questo si aggiunge un disallineamento tra le competenze richieste dalle aziende e quelle offerte dal mercato del lavoro, generando un gap che ostacola la crescita economica. In questo contesto, una soluzione concreta e sostenibile potrebbe essere rappresentata dall’immigrazione regolare e ben organizzata, offrendo nuove risorse umane provenienti da paesi terzi.
Un approccio strategico prevede non solo la regolarizzazione dei flussi migratori, ma anche la formazione delle risorse direttamente nei paesi d’origine. Questo metodo permetterebbe di colmare il disallineamento delle competenze, garantendo una forza lavoro qualificata e pronta ad affrontare le esigenze del mercato italiano. Le prospettive di successo di un simile modello sono significative, contribuendo sia al benessere dei lavoratori immigrati che alla competitività delle imprese italiane.

La confederazione Conapi Nazionale ha abbracciato questa visione, promuovendo una serie di iniziative per affrontare il tema dell’immigrazione in modo costruttivo e pragmatico. Tra gli eventi recenti, spiccano il convegno organizzato ad Avellino presso la Camera di Commercio e quello tenutosi a Milano, nella prestigiosa sede del Palazzo Pirelli della Regione Lombardia. Un altro importante appuntamento è previsto per il 26 marzo prossimo a Roma, nella Sala Marco Biagi del CNEL, dove interverranno autorevoli relatori per discutere soluzioni innovative in materia di immigrazione e lavoro.

Un ulteriore passo avanti è rappresentato dal protocollo d’intesa siglato tra Conapi Nazionale e Confintesa, finalizzato alla promozione congiunta di progetti formativi nei paesi nordafricani. Questo accordo mira a sviluppare un modello di immigrazione controllata e di qualità, utile sia per i paesi di origine che per il mercato del lavoro italiano.
Investire in progetti formativi e immigrazione regolata non significa solo colmare la carenza di lavoratori, ma anche costruire un ponte di crescita economica e culturale. È il momento di riconoscere che l’immigrazione non è un problema da risolvere, ma una risorsa da valorizzare, per un’Italia più competitiva e inclusiva.
PIANO MATTEI: TUNISIA. FORMARE PER INTEGRARE SUMMIT NELLA SALA PIRELLI IN REGIONE LOMBARDIA PER UN CONFRONTO SERRATO PER DISCUTERE DEL PROGETTO PRESENTATO DA CO.N.A.P.I.
Si è svolto nella sede della Regione Lombardia “Pirellone” nella sala principale ” sala Pirelli ” , un importante ed interessante evento organizzato e moderato dal Presidente di Co.N.A.P.I. Lombardia,dottor Massimo Palermo, con la partecipazione del Presidente di Co.N.A.P.I. Nazionale dottor Basilio Minichiello ed esponenti istituzionali come l’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi, il Sottosegretario alle Relazioni Internazionali ed Europee , Raffaele Cattaneo, il Segretario Generale Vicario Confintesa Claudia Ratti. Al tavolo dei lavori era presente la giuslavorista, avvocato Mirella Giovino, Jacopo Dozio , membro della IV commissione Attività Produttive, Stefano Calegari, direttore generale Energheia Impresa Sociale e Diego Mantrone Presidente di Galdus. Nel corso dell’evento, è stato in collegamento il Presidente della Camera Euromediterranea per l’industria e l’impresa Badreddine Toukabri. L’evento ha avuto come titolo ” Formare per integrare ” indirizzato al progetto presentato da Co.N.A.P.I., Galdus con partner salesiani di Tunisi.

Nel corso degli interventi, il sottosegretario ha sottolineato il valore del Piano Mattei e della cooperazione internazionale nello spirito ” non predatorio” dello stesso Piano, nei confronti di tutta l’ area interessata al Piano Mattei. Quest’ultimo esprime un progetto che riguarda il rinnovamento dei rapporti con i paesi del continente, delineando un nuovo approccio che renda maggiormente lineari le relazioni con i partner africani e italiani, con lo scopo di promuovere lo sviluppo proprio negli Stati Africani. Il Piano, come tutti sanno, ha ben 17 direttrici d’intervento: dalla cooperazione allo sviluppo alla promozione delle esportazioni e degli investimenti, dall’istruzione alla ricerca e innovazione, dalla salute all’agricoltura e sicurezza alimentare e così via. Nel corso dei lavori svoltisi a Milano presso la sala Pirelli in Regione Lombardia, è stato posto l’accento sulla Formazione ed è stato messo in evidenza come sia importante creare una sorta di rete per poter cooperare al meglio con tutte le parti coinvolte nel progetto. Inoltre ha ottenuto il placet dei relatori, alcuni capitoli del lavoro svolto e curato dal dott Antonio Zizza, direttore del Centro Studi e Ricerca di Co.N.A.P.I. Nazionale in tema di cooperazione, sviluppo, formazione ed inserimento lavorativo delle persone immigrate, ricerca consegnata lo scorso settembre a margine del G7 svoltosi a Mirabella Eclano (Av) al ministro Matteo Piantedosi. Interessanti sono poi stati gli interventi degli attori della formazione , Galdus ed Energheia partner formativo e di politiche attive coinvolti nel progetto.

L’intervento in collegamento diretto con il presidente della ONG Camera Euromediterraneo per l’industria e l impresa, Toukabri che ha sottolineato come il Paese nordafricano rimane fondamentale per l’Italia nella lotta al fenomeno dell’immigrazione clandestina così come l’Italia è interessata ad investire in Tunisia in progetti a favore dei giovani delle regioni sfavorite. Soddisfatto dell’ iniziativa il Presidente di Co.N.A.P.I. Nazionale, il dott. Basilio Minichiello che, da sempre impegnato nell’ ascolto delle esigenze delle aziende nel reperire personale qualificato, ha da ultimo sottoscritto con Confintesa uno specifico protocollo per favorire la formazione e l’inserimento lavorativo delle persone provenienti da Paesi Terzi. L’ intesa e la collaborazione è stata confermata anche dalla dott.ssa Claudia Ratti, segretario generale vicario di Confintesa. L ‘attenzione dei relatori si è concentrata sulle finalità dei progetti formativi in Tunisia, sia sotto il profilo lavorativo che sotto il profilo umano e sociale. Evitare le attività “predatorie” e concentrarsi sull’effettiva ricerca delle figure professionali da formare nei luoghi di origine e da inserire successivamente nel contesto lavorativo italiano, questo è il messaggio fondamentale da cui partire.
FORMAZIONE E SICUREZZA SUL LAVORO AL CENTRO DI UN DIBATTITO AL CIRCOLO DELLA STAMPA DI AVELLINO
E’ stato Enrico Lo Conte presidente Co.N.A.P.I. Avellino ad aprire i lavori del Seminario svoltosi venerdì scorso presso il Circolo della Stampa di Avellino sottolineando l’importanza della formazione nelle aziende, a seguire Carmine del Sorbo presidente dei Consulenti del Lavoro di Avellino che ha subito presentato i lavori. Presente l’on. Michele Gubitosa il quale, riconoscendo il ruolo importantissimo dei Consulenti del Lavoro e delle Associazioni datoriali, ha mostrato piena disponibilità nel farsi portavoce a livello istituzionale delle esigenze che nascono dal basso. L’on. Gubitosa ha avvertito l’esigenza di agevolare le aziende nella loro attività e nei programmi formativi, a cominciare proprio dalla necessità di snellire procedure complesse. Al tavolo di confronto il Presidente di Co.N.A.P.I. Nazionale Minichiello che ha omaggiato l’iniziativa del seminario in quanto questi incontri servono “per poter dare un supporto ai professionisti-ha detto Minichiello e continuando ha aggiunto- per dare informazioni alle aziende affinché si sensibilizzano maggiormente su un tema così importante e così sentito, quale quello della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. Il Presidente Minichiello ha anche ringraziato l’on. Gubitosa per l’interesse mostrato nell’ascoltare le istanze del territorio e delle associazioni di categoria. Inoltre il dott. Minichiello ha altresì evidenziato l’importanza di una organizzazione datoriale per le aziende e l’utilità per i professionisti, quale quello dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro. Affrontato il tema oggetto del Seminario, il Presidente ha evidenziato l’interesse della formazione obbligatoria e l’esigenza di poterla potenziare, anche attraverso l’utilizzo di nuovi modelli formativi. “Ogni volta che succede un incidente in un’azienda-ha continuano il presidente Minichiello-si mette a rischio la vita economica stessa delle aziende”. Di qui l’importanza della formazione, ancor prima che la persona venga inserita nell’attività lavorativa. Tra i tanti interessanti interventi va sottolineato quello del dottor Antonio Zizza (Centro Studi e Ricerche Co.N.A.P.I. Nazionale)il quale ha ricordato l’importanza della formazione nelle aziende, sia quella obbligatoria prevista dal legislatore, che quella facoltativa, necessaria allo sviluppo e al progresso delle aziende. A riguardo, è stato ripreso un Rapporto pubblicato di recente dal Centro Studi “Formare per Trasformare”, evidenziando quanto la formazione sia la condizione necessaria per lo sviluppo imprenditoriale.

Nel corso della relazione sono stati illustrati alcuni dati sulla formazione continua raccolti dal Centro Studi, evidenziandole caratteristiche e la propensione imprenditoriale a finanziare programmi di formazione iniziale e continua. Inoltre, alla luce dell’ultima pubblicazione, “Immigrazione e Lavoro”, è stato affrontato – attraverso uno specifico focus – il tema della formazione delle persone immigrate e l’esigenza di immaginare, soprattutto in materia di salute e sicurezza, corsi previ in lingua locale o quanto meno in inglese e in francese: questo strumento, ha precisato Zizza, “consente una maggiore inclusione ovvero integrazione”. Molto interessante l’intervento di Cipriano Ficedolo, Avvocato Penalista d’impresa e General Counsel, che con capacità di sintesi ha affrontato il tema della responsabilità amministrativa delle imprese e la sicurezza nei luoghi di lavoro. L’Avv. Ficedolo ha trattato in maniera specifica la riforma della crisi d’impresa e le forme per prevenire la crisi d’impresa attraverso metodi che non riguardano solo la stabilità amministrativa ovvero fiscale, ma anche la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’Avvocato ha inoltre evidenziato il tema della responsabilità dei lavoratori: “quando parliamo di sicurezza nei luoghi di lavoro, il primo responsabile della sicurezza è il dipendente: il dipendente è il primo che si deve autotutelare”, anche ai fini di proteggere il proprio lavoro. Ficedolo ha evidenziato l’esigenza di fare formazione, ma anche di applicare nella pratica le cose studiate in aula. L’Avvocato ha illustrato in maniera approfondita l’importanza del modello organizzativo in ogni azienda, stimolando anche un dibattito tra il tavolo dei lavori e i presenti al seminario. Mario Della Sala, Avvocato e già ispettore del Lavoro, ha evidenziato nel suo intervento l’importanza della certificazione dei contratti, necessario a stabilire la natura del rapporto di lavoro al fine di evitare anche diversi contenziosi. Numerosi sono stati i temi trattati dall’Avv. Della Sala, dai tirocini formativi ai contratti di appalto.
L´EVENTO IN FAD A FINE LUGLIO PER TUTTE LE AZIENDE ITALIANE
Prende sempre più forma il progetto Co.N.A.P.I Tunisia in partnership con Elav, con cui si punta ad attuare il Piano Mattei il quale intende promuovere lo sviluppo socioeconomico tra l´Italia e gli Stati Africani, con lo scopo di creare e rafforzare un Polo per la formazione e per il lavoro, già in precedenza annunciato, attenendosi alle linee guida del Ministero.
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