Il Governo ha riaperto i termini per la Rottamazione-Quater, offrendo una seconda opportunità a chi è decaduto per non aver pagato le prime sei rate. I contribuenti che avevano aderito entro il 30 giugno 2023, ma sono decaduti entro il 31 dicembre 2024, possono richiedere la riammissione entro il 30 aprile 2025. Una volta riammessi, potranno saldare solo il capitale dovuto, evitando sanzioni e pignoramenti. È importante rispettare le scadenze di pagamento per non perdere i benefici della procedura.
Continua a leggereCONTRIBUENTI ALLE PRESE CON L’AGENZIA DELLE ENTRATE. CONFUSIONE E PREOCCUPAZIONE
Le lettere inviate dall’Agenzia delle Entrate ai titolari di partita IVA con redditi ritenuti bassi hanno suscitato critiche soprattutto per il coinvolgimento di lavoratori dipendenti e pensionati con attività autonome marginali che inevitabilmente generano redditi residuali. Questi contribuenti si trovano a ricevere una comunicazione non richiesta che causa confusione e preoccupazione anche se non impone obblighi diretti. Gli studi professionali sono particolarmente colpiti dalla situazione poiché molti clienti si rivolgono ai consulenti per ottenere ulteriori chiarimenti, nonostante le valutazioni sull’adesione al Concordato Preventivo Biennale fossero già state effettuate.

Non aderire alla proposta non comporta rischi immediati per il contribuente, ma potrebbe dar luogo a futuri accertamenti basati su presunzioni semplici o metodi analitico-induttivi. La logica utilizzata dall’Agenzia si basa su una metodologia di reddito minimo settoriale approvata con il Decreto MEF di giugno 2024, che confronta i redditi dichiarati con quelli medi dei dipendenti dello stesso settore economico. Tuttavia, la metodologia non è stata chiaramente illustrata nelle comunicazioni, aumentando il senso di incertezza tra i destinatari. I contribuenti possono scegliere di regolarizzare la propria posizione tramite dichiarazioni integrative o aderendo al Concordato entro il 12 dicembre, ma entrambe le opzioni comportano un aggravio economico. L’approccio seguito dall’Agenzia rischia di generare un effetto boomerang, alimentando malcontento e appesantendo il lavoro degli studi professionali senza apportare benefici significativi in termini di compliance fiscale.